È successo davvero: Nirav Tolia mi ha bloccato su LinkedIn, impedendomi di taggarlo o interagire con lui. Un azionista

Per un CEO che pubblicamente si fa paladino del "connettere i vicini", della "leadership al servizio degli altri" e dell'"essere presenti per la comunità", questo non è solo ironico, ma anche rivelatore.

I grandi CEO non si nascondono dal fuoco. I grandi CRO non fuggono dalle conversazioni difficili. I grandi leader non mettono a tacere proprio quegli stakeholder che credono nella missione al punto da investire il proprio denaro.

Invece del confronto, la dirigenza di Nextdoor ha scelto l'evitamento. Invece della trasparenza, ha scelto l'opacità. Invece di dialogare con un azionista che sollevava legittime preoccupazioni, ha premuto il pulsante "blocca".

Se un CEO non riesce a superare un onesto esame da parte di un singolo azionista, come può l'azienda resistere all'esame di:

• Inserzionisti
• Autorità di regolamentazione
• Analisti
• Il mercato
• Le comunità che dichiara di servire?

Bloccare un azionista non trasmette fiducia, bensì fragilità.

Se Nirav non voleva il fuoco, la pressione o la responsabilità, allora avrebbe dovuto tenersi alla larga dai riflettori e dalla situazione scomoda. Essere un leader significa essere presenti. Anche quando è scomodo. Soprattutto quando è scomodo.

E giusto per essere chiari: essere bloccati non interromperà la conversazione, ma segnalerà semplicemente perché è necessaria.

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Colpo di scena del Cyber ​​Monday: Nextdoor ha cancellato i commenti di un azionista... così ho comprato altre azioni 😂📉➡️📈

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