Il giorno in cui la regione costiera si ghiacciò (e io mi misi i pantaloni)

Fa un freddo pazzesco nella Lowcountry.
Tipo -4 gradi Celsius, nevica leggermente e tutti si chiedono all'unisono: "È permesso?".

Nonostante il tradimento artico, sono comunque andato a una riunione di recupero. E per la prima volta in circa un anno, ho preso una decisione audace e storica:

ho indossato i pantaloni.

Di solito indosso i pantaloncini. Comodi. Efficienti. Compatti con la protesi. I pantaloni, però, trasformano la preparazione in un vero e proprio percorso a ostacoli:

prima, infilare la protesi nella gamba del pantalone (niente intoppi, per favore).
Poi la gamba intatta (semplice, ma non esagerare).
Poi, allineare il perno nel sistema di incastro.
Sperare che l'allineamento sia corretto.
Stringere l'incastro.
Ricontrollare tutto.
Mettere in discussione le scelte di vita.

Tutto questo... per uscire e congelare.

Ora ecco il vero dilemma:
se voglio vedere un film domani, potrei doverlo rifare.
A meno che Mount Pleasant non chiuda per via di qualche centimetro di neve.

Siamo onesti: non ci sono spazzaneve.
Non ci sono camion spargisale.
Molti non hanno mai visto la neve su una palma.

Quindi, se la città chiude, lo capirò.
Altrimenti, tornerò a indossare i pantaloni... con cautela, strategia e un pizzico di fastidio.

In ogni caso, ci rivedremo tutti dopo il lungo disgelo.

Leggi di più e iscriviti a NielFlamm.com.

#VitaInLowcountry #ProblemiConIlCaldo #VitaDaAmputato #VitaConProtesi #PercorsoDiRecupero #NeveNellaCarolinaDelSud #IPantaloniEranoUnMale #OsservazioniSullaVita

Precedente
Precedente

Le persone non comprano prodotti, comprano connessioni. Ed è proprio qui che #Nextdoor fallisce.

Prossimo
Prossimo

La morte di un unicorno: un orologio strano ed elegante